Lezione No 81 Abandónense

Leccion Numero

8

 

Lección 

Nº 8

ABANDÓNENSE!

 

Cedidos como esclavos de la Esclava, abandónense en el Confiable.

 No es lo mismo Abandono que indolencia.

 Abandono es descanso activo, para ser y hacer, según la fuerza que soporta, hace y da.

Indolencia es pasividad inócua  y estorbosa a toda fuerza.

Por tanto frustante  desatino.

 Abandono, en Mí, es confianza.

Indolencia es lo contrario.

El abandono, en lo de Dios, deja que Dios haga, con los elementos existentes y usando sus disposiciones esenciales.

La indolencia frustra el plan de Dios, por que lo niega los valores y aptitudes personales.

 María es modelo de abandono; más  no de indolencia.

Por eso es Abandono absoluto; no absoluta indolencia.

 2.           VIVAN!

 Sean vivientes, les he dicho. El viviente se nutre con los elementos y sustancias que dan vida. Se nutre de la Vida y de ello deriva su vitalidad y su eficacia propias.

 Nadie ni nada vive para nada. Nadie ni nada es nutrido para nada.

 El que vive, vive para dejar que la vida se prolongue y se proyecte.

 La prolongación y proyección de la vida son los frutos.

Por eso, nadie que vive es infructuoso, a menos que traicione como los abortadores, su misión y su destino.

 3.           DEN FRUTOS  concordantes.

 El viviente da     frutos  que lo identifican, que son concordantes con su esencia y con su estirpe.

 El hombre da hombre no flores ni racimos.

 El árbol da frutos y da flores no da hombre.  Y así es todo. Pero, el fruto respectivo lleva en sí, todas las posibilidades, características,  fuerzas y carismas que son propios.

 L’umo e’ stato fatta a nostra immagine e somiglianza, lo avete sentito, e, essere cosi’, ha e produce conseguenze che, al non realizzarsi, contraddicono, storpiando il piano di Dio.

 Il piano, per voi, e’ lasciare Dio essere in voi, fare da voi. Pero’ non per Suo capriccio, se non con la libera decisione vostra. Tale e’ il libero arbitrio che e’ a sua volta e’ il rischio di fare il cattivo uso del bene che di solito fate.

 Voi, quindi, quelli del mio Ordine, oramai andate comprendendo che e’ quello che Io voglio e’ cosa e’ essere stato fatto a Mia immagine e somiglianza

 Dovete essere sorgenti di Dio, se siete miei. Questo e’: dovete lasciare fluiré in voi e nutrirvi dall’acqua viva che noi diamo e che fluisce e conduce alla vita eterna.

 Dovete essere semine di frutti di Dio con tutte le loro realta’ e le spezie, per essere, dare e meditare.

In voi va, germoglia, il piano saggio e fecondo di colui che E’, per  fare l’ordine di felicita’ e amore che soltanto il cielo da, questo e’, colui che E’ il cielo: Dio.

 Perche’, come ormai  Ve l’ho detto, se Io non sono, se Io non ci sto, cielo non c’e’ e, pertanto, il cielo e Io siamo lo stesso. Il cielo sono Io. Io sono il cielo

 Pensare al cielo e’ pensare a Me. Cercare il cielo e’ cercare Me.

 Non c’e’ un’altro cielo che Io, ne altro Paradiso.

 La tragedia di Adamo ed Eva, dei vostri primi padri, non fu perderé un luogo; se non perderé Me. Questo e’, uscire da Me; per profondissima rottura insondabile, immisurabile e inspiegabile per voi e a voi.

 Ecco qui, perche’ il peccato originale e’ doloroso distaccamento, allontanamento da Dio,  distanza inespiegabile e profonda e amara per voi. Non e’ soltanto immaginazione ne’ miraggio da qualcosa di immaginario; se non una realta’ ontológica tremenda.

 Per essere capita: Adamo e Eva si mettono da parte dall’altro lato dell’abisso. 

 E li’ si installano con i loro discendenti. L’abisso e’ la norte transitoria con tutte le sue conseguenze: solitudine, tristeza, rancori, odio, frustazioni. 

 Da un lato, e lontano da loro sono riamsto Io, che sono il Regno, il cielo, il Paradiso, Dios.

Dall’altro lato c’e’ l’esilio, la valle di lacrime, la terra nella quale scorrete con tutti i vostri sforzi amari per toglierle i frutti.

 Del otro lado está el destierro, el valle de las lágrimas, la tierra en que discurren con todos sino amargos esfuerzos para arrancarle frutos.

 Per ritornare, hai che passare il ponte individuale, non collettivo. Ognuno deve iniziare, a costi personali, il viaggio di ritorno; pero ad uno ad uno.

 Percio’, il sigillo di Adamo e’ questo, e queste sono le conseguenze. Tutti gli esiliati, figli suoi, che sono tutti, soffrono le conseguenze dell’esilio, del distacco dal Regno, dell’ assenza di Dio, nel  paese del suo eslio.

 E tutti, assolutamente tutti, ad eccezione di Maria, la Immacolata Concezione, pórtate questo marchio.

Maria, per grazia specialissima da Colui che tutto puo’, fu’ formata da questo lato, nel nostro Regno, in Noi, per poter assimilare il Dono.

Ecco, perche’, se Lei nel suo libero arbitrio non accetta essere Madre, nella forma conosciuta e rivelata, nessun’altra lo sarebbe stata; perche’ nessun’altro e’ nato e nascera’ in questa forma.

 Essere del mio Ordine, di questo Ordine, e alla maniera di Maria disporsi, volontariamente, a meritare il Dono. E accettare, con sottomissione di schiavi, la consegna,  deposito  della Parola, per la Sua incarnazione personale , con fin redentori. E lasciarla radicare e crescere dentro la nostra piu’ intima  dell’essere di ognuno  e darlo senza reticenze e ne’ alterazioni e al tempo debito, quando Lui come il frutto maturo al tempo giusto si distacca, per se’ dalla matrice spirituale per dare le conseguenze per produrre gli effetti della Sua presenza nell’ambiente, nel mezzo degli ambienti storici social geográficamente segnalati. 

 Questo e’ ricevere, vivere e dare Gesu’ Cristo il Salvatore.

 Esto no lo podrán hacer; si como María no son.

Si no enraizar en ella, en su cuerpo místico de Esclava de Dios, por amor y voluntaria sumisión.  Al cuerpo místico Mío, de Yo, el que soy, no se llega en verdad, sí no es a este precio y de este modo:

 Como María y, por ende, en la esclavitud de Ella.

 Dar “frutos concordantes, en resumen, es:

 Aceptar el Señorío del que Es, de Jesucristo, el que Vive, el que es Vida, el Unico, el Señor, el Santo de los Santos, Dios, el Unico.

 Y, cuando esto ocurre el que obra es Dios, el que Es, el que lo puede y lo hace todo según su poder, plan y beneplácito.

 Por hoy basta.

           Bendiciones.

          Bendiciones.

          Bendiciones.

 

 
  

 

 

 

 

 

 

 

 

8,40  s. m.

 

 

 
  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Acta Status

corregida
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